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Sentimenti e intelligenza: come ragiona la mente di un cane

Il nostro amico a quattro zampe imparerà qualcosa soltanto dopo aver fatto esperienza

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Come noi, il cane è dotato di una mente, più semplice rispetto alla nostra ma in grado di fare ragionamenti di un certo livello e associazioni di idee che vanno oltre il semplice istinto di sopravvivenza. Il cane attinge costantemente al proprio vissuto per elaborare informazioni e risolvere alcune situazioni.
A differenza di noi, non è però in grado di collegare i concetti nè di trarre logiche conclusioni. Per questo è inutile fare elaborati discorsi con il proprio cane e cercare di spiegargli grandi cose; sarà invece molto più utile usare poche parole ma chiare, e variare il tono della voce da dolce a dura, quando è il caso di sgridarlo.
Allo stesso modo è impensabile che impari in modo astratto qualcosa di cui non ha esperienza, perchè non è in grado di capire se è giusta o sbagliata, in quanto non l'ha mai associata ad una situazione spiacevole o piacevole.
Oltre a saper ragionare, il cane prova anche emozioni che vanno dalla gioia, al dolore, alla tristezza, all'ansia. Come per le persone, quindi, è importante che il cane venga stimolato durante la sua vita, in modo che le sue capacità vengano attivate il più possibile.
Si può dire quindi che il cane sia senza dubbio un animale intelligente, anche se usa la propria intelligenza diversamente da come facciamo noi. Per capire come agire in una determinata situazione, non pensa infatti a ciò che ha fatto prima, ma utilizza il meccanismo di associazione di avvenimenti. Questo è un punto fondamentale da comprendere per comportarsi correttamente con il proprio animale: se viene sgridato per qualcosa che ha fatto tempo prima, il cane non è in grado di capire a cosa si riferisce il padrone e quale sia il motivo della sua arrabbiatura.
Come abbiamo detto non sa fare ragionamenti complessi nè andare con la mente indietro nel tempo. Se a casa troviamo il nostro cane con accanto una pantofola rosicchiata, è inutile che ci arrabbiamo con lui: non capirebbe le nostre motivazioni e nemmeno imparerebbe a non rosicchiare gli oggetti non suoi. Dobbiamo invece riuscire a sgridarlo nel momento esatto in cui si sta accanendo sulla ciabatta, allora collegherebbe il gesto sbagliato al tono di voce arrabbiato.
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